Cenni Storici

Ultima modifica 5 settembre 2019

Castelletto sorse nel periodo medioevale come ultimo sito militarizzato di protezione del confine del Marchesato Aleramico, che correva sulla linea di colline che dominavano la piana di Bergoglio. Nel XII secolo Castelletto si ribellò al Barbarossa, aderì alla Lega Lombarda e attorno al 1100 fece parte della diocesi di Pavia. Nel XIII secolo fu oggetto di contesa da parte di Alessandria e nel 1290 nel territorio si scontrarono le milizie alessandrine e quelle del Marchesato. Il primitivo castello feudale, nucleo dell'attuale paese, con la denominazione Castrum Scatiosorum è citato come proprietà della famiglia Scazzoso/Foresto, originaria del vercellese ed infeudata a Castelletto dalla famiglia dei Marchesi Paleologo (1316). Denominato Castelletto Scazzoso, il paese fu devastato nel 1515 dalle armate spagnole, nel 1642 dai Lanzichenecchi. Nel 1691 passò ai marchesi Beretta Landi, di origini milanesi e successivamente al tenente Antonio Maria Miglietti di San Salvatore. Castelletto diventa una comunità comunale verso la prima metà del Settecento, come comprovano i primi atti comunali del 1742. Nel 1937, con un Regio Decreto, il nome del paese fu cambiato in Castelletto Monferrato. Castelletto, primo baluardo delle milizie marchionali del Monferrato sulla linea delle colline che dominano la pianura alessandrina (ne fa fede l’immagine centrale dello stemma comunale), è diventato nel tempo, tra i primi paesi del Novecento, esempio significativo di promozione residenziale della sua posizione collinare paesisticamente molto attraente. Ne è dimostrazione la nascita e lo sviluppo del “Villaggio Valverde”, verde oasi residenziale “agganciata” al concentrico storico.

History: Castelletto was built in the medieval period as the last militarized site of protection of the border of the Aleramic Marquisate, which ran on the line of hills that dominated the plain of Bergoglio. In XII century Castelletto rebelled against Barbarossa, joined the Lombard League and around 1100 it was part of the diocese of Pavia. In XIII century it was disputed by Alessandria and in 1290 in the territory the Alessandrian and Marquisate troops clashed. The primitive feudal castle, nucleus of the present village, with the name of castrum Scatiosorum is mentioned as property of the Scazzoso / Foresto family, native of Vercelli and enfeoffed to Castelletto by the family of Marqueses Paleologo (1316) In the background. Called Castelletto Scazzoso, the village was devastated in 1515 by the Spanish armies, in 1642 by the Lanzichenecchi. In 1691 it passed to the marquises Beretta Landi, of Milanese origin and later to the lieutenant Antonio Maria Miglietti of San Salvatore. Castelletto, became a communal community in the first half of the 18th century, as evidenced by the first municipal acts of 1742. Castelletto was built in the medieval period as the last militarized site of protection of the border of the Aleramic Marquisate, which ran on the line of hills that dominated the plain of Bergoglio. In XII century Castelletto rebelled against Barbarossa, joined the Lombard League and around 1100 it was part of the diocese of Pavia. In XIII century it was disputed by Alessandria and in 1290 in the territory the Alessandrian and Marquisate troops clashed. The primitive feudal castle, nucleus of the present village, with the name of castrum Scatiosorum is mentioned as property of the Scazzoso / Foresto family, native of Vercelli and enfeoffed to Castelletto by the family of Marqueses Paleologo (1316) In the background. Called Castelletto Scazzoso, the village was devastated in 1515 by the Spanish armies, in 1642 by the Lanzichenecchi. In 1691 it passed to the marquises Beretta Landi, of Milanese origin and later to the lieutenant Antonio Maria Miglietti of San Salvatore. Castelletto, became a communal community in the first half of the 18th century, as evidenced by the first municipal acts of 1742. In 1937 with a Royal Decree, the name of the village was changed into Castelletto Monferrato. Castelletto, the first bulwark of the Monferrato marquise troops on the line of the hills that dominate the plain of  Alessandria (the central image of the municipal coat of arms proves it), has become during the time, among the first villages of the twentieth century, significant example of residential promotion of its very attractive hilly landscape. This is proved by the birth and development of the village Valverde”, green residential oasis “hooked”to the historical concentric.

Storia dello Stemma comunale: centro di antica origine si è sviluppato nel XIII secolo, su un preesistente insediamento romano-germanico, intorno al castello degli Aleramici, marchesi del Monferrato, che profittarono della posizione su di uno sperone collinare a controllo di una vasta Piana di Bergoglio. Infeudato dai Paleologo (successori degli Aleramici) nel 1316 ai nobili Scazzoso di Foresto si denominò perciò CASTELLETTO SCAZZOSO (Castrum Scatiosorum) e per la posizione fu a lungo contesa da Alessandria, che intendeva affermare l’autonomia comunale contro i marchesi monferrini. Nel XVIII sorge la prima Comunità di tipo comunale (i documenti risalgono al 1742, epoca in cui l’amministrazione locale era già sviluppata). All’inizio del XX secolo, ritenendo il determinante SCAZZOSO inadeguato, ne venne chiesta la sostituzione con il coronimo MONFERRATO, che venne sancita con Regio Decreto di Vittorio Emanuele III del 1937. Lo stemma comunale, di recente concessione, appartiene al genere “parlante” (o “alludente”) e rappresenta una torre a due palchi, allusiva al “piccolo castello” del toponimo, dietro la quale si stagliano le Alpi piemontesi, e richiamo a loro volta del “Monferrato” inteso come irta catena montuosa (Mons Ferratus). Curiosamente nel gonfalone comunale non usa la corona regolamentare d’argento del rango di Comune, bensì una d’oro che rassomiglia a quella per i Comuni che godono del titolo di “città”. Aldo e Matilde di Ricaldone, nella loro opera, riportano uno stemma precedente risalente alla stessa epoca della modifica toponomastica, con una torre d’oro fondata su una campagna erbosa in campo azzurro (con il “Capo del Littorio”, pezza obbligatoria negli stemmi del periodo fascista, in seguito abrasa).

History of the coat of arms and the Municipality: centre of ancient origin developed in the thirteenth century, on a pre-existing Roman-Germanic settlement, around the castle of the Aleramo family, marquises of Monferrato, who took advantage of the position on a hilly spur to control the vast plain of Bergoglio. Enfeoffed by the Paleologo family (successors of the Aleramo family) in 1316 from the nobles Scazzoso - Foresto was therefore called CASTELLETTO SCAZZOSO (castrum Scatiosorum) and for the position was long contested by Alessandria, which wanted to affirm its municipal autonomy against the Marquises of Monferrato. In the 18th century there was the first municipal community (the documents date back to 1742, when the local government was already developed). At the beginning of the 20th century, considering the name SCAZZOSO inadequate, it was asked to replace it with MONFERRATO, which was sanctioned by the Royal Decree of Vittorio Emanuele III in 1937. The municipal coat of arms, recently granted, belongs to the type “speaking” (or “alluding”) and represents a tower with two stages, allusive to “the small castle” of the toponym, behind that the Piedmontese Alps stand and Monferrato intended as a mountain range (Mons Ferratus). Curiously, in the municipal gonfalon there is not the statutory silver crown of the rank of the Municipality, but a gold one the one resembles that for the Communes that enjoy the title of“ ”city”. Aldo and Matilde Ricaldone, in their work, carry an earlier coat of arms dating back to the same period of the toponymic modification, with a golden tower founded on a grassy countryside in a blue background (with the “Capo del littorio”, obligatory piece in the coats of arms of the fascist period, later abraded).

Le tradizioni: a carnevale la piazza del paese si anima di turisti per la tradizionale BUSINA’ DI CARNEVALE, composizione satirica dialettale che viene ‘cantata’ sulla piazza da tre personaggi, figlio, figlia e padre, per compiere una arguta rassegna dei fatti e dei misfatti accaduti nell’anno in paese ed anche in campo nazionale. Questa tradizione risale, documentata, al 1600 ed è di origine lombarda. Rappresenta la nazione satirica di ‘chi sta in basso’ nei confronti delle malefatte, dei brogli, della corruzione, dei soprusi grandi e piccoli compiuti da ‘chi sta in alto’: amministratori locali, uomini di chiesa o di governo, notabili del paese.

The traditions: at carnival the square of the village is animated by tourists for the traditional Carnival BUSINA’, satirical dialect composition that is sung on the square by three characters, son, daughter and father, in order to make a sharp review of the facts and the misdeeds happened during the year in the village and also in the country. This tradition dates back, documented, to 1600 and it is of Lombard origin. It represents the satirical nation of “who is lower” in the face of the misdeeds, frauds, corruption, big and small abuses committed by “who is upper”: local administrators, church or government men, notables of the village.

Arte e Storia: oltre al CASTELLO ‘SCAZZOSO/FORESTO’, ora dimora privata di proprietà dei Conti AVOGADRO DI VIGLIANO, sono da vedere: la CHIESA PARROCCHIALE DI SAN SIRO, edificata in stile tardo barocco nel 1714, la CHIESETTA MADONNA DELLA PACE, detta anche di S. Rocco, in fine stile barocco, risalente all’inizio del 1600; la CHIESETTA DI SAN FRANCESCO D’ASSISI, in frazione GIARDINETTO, eretta nel 1817 ed ampliata nel 1891. VILLA PONA, quartier generale del Re Vittorio Emanuele II durante le prime fasi della 2^ Guerra d’Indipendenza dall’1 all’11 Maggio 1859.

Art and History: in addition to CASTELLO ‘SCAZZOSO/FORESTO’, now a private residence owned by the counts AVOGADRO DI VIGLIANO, you can see: the PARISH CHURCH OF SAN SIRO, built in late Baroque style in 1714, the little church of MADONNA DELLA PACE, also known as Saint Rocco, in late Baroque style, dating back to the beginning of 1600; the CHURCH OF SAN FRANCESCO D'ASSISI, in the hamlet of GIARDINETTO, built in 1817 and enlarged in 1891. VILLA PONA, headquarter of King Vittorio Emanuele II during the first phases of the 2nd War of Independence from 1st to 11th May 1859.

(traduzioni a cura della prof.ssa Marinella Davite)